Mani forti in fuga

Federico Izzi

lunedì 11 gennaio 2016

E’ secolare la tradizione di accogliere il nuovo anno festeggiando con i botti di capodanno, manifestando la volontà di allontanare le disgrazie del vecchio anno e preparando in allegria l’arrivo del nuovo. Sui mercati finanziari il classico Rally di Santa Claus termina il secondo giorno di contrattazione di gennaio, statisticamente un periodo positivo motivato dai bassi volumi del periodo festivo. Quest’anno però la brutta piega dei primi giorni di scambi borsistici presenta un conto così amaro da far tremare i polsi anche al più ottimista rialzista degli ultimi anni, rovinando per di più il timido rialzo degli ultimi giorni di dicembre.

Statisticamente erano decenni che in Europa non si registrava un avvio di inizio anno così negativo e se guardiamo oltreoceano bisogna risalire agli anni ’30 per registrare un ribasso così profondo durante la prima settimana di contrattazione.

I primi segnali di debolezza sono arrivati da un dicembre insolitamente tiepido sin dai primi giorni, un mese che è statisticamente il migliore dell’anno, mancando così il classico Rally di Natale che sembrava trainato da una insolita euforia iniziata lo scorso autunno ma che, invece, ha fatto risaltare un Toro oramai affaticato e scoprendo le profonde ferite inferte dagli Orsi la scorsa estate.

CICLO TRIMESTRALE FUTURE EUROSTOXX

 

Vediamo perciò un ribasso che arriva puntuale e in linea con la chiusura dell’attuale ciclo trimestrale (iniziato a fine settembre) che vede i prezzi tornare esattamente al punto di partenza. Il brioso rialzo al quale abbiamo assistito tra ottobre e novembre è stato totalmente annullato in poco più di quattro settimane che, se consideriamo il periodo di chiusure festive, fa risaltare il classico detto “si sale per le scale e si scende con l’ascensore”.

 

GRAFICO VOLUMETRICO EUROSTOXX

 

I dubbi passati sul fatto che il rialzo dei prezzi del future Eurostoxx per tutto il mese di ottobre non veniva supportato dai volumi in acquisto dei Big Investors era un chiaro campanello di allarme che a posteriori suona macabro.

Osservando il grafico volumetrico aggiornato su quanto accaduto tra i primi giorni di settembre e gli ultimi giorni di novembre (rettangolo viola) si evidenzia una divergenza con i prezzi così come solitamente non si verifica nelle precedenti fasi di rialzo e ribasso registrate nell’ultimo anno.

Un segnale che ha trovato conferme con il top dei prezzi di fine novembre coinciso con il top dei volumi (cerchio marrone) che dopo aver testato la media annuale (linea blu tratteggiata) hanno ripreso la via ribassista tornando nuovamente in armonia con i prezzi così come si sta confermando anche in questi ultimi giorni che rivedono i livelli di ottobre/dicembre 2014!

GRAFICO VOLUMETRICO FTSEMIB

 

Se qualche piccolo dubbio poteva lasciare l’anomalo comportamento dei volumi dei Big Investors sul mercato europeo ben più chiari erano i segnali lasciati sul nostro future nazionale.

Infatti è chiaramente evidente il cammino ribassista dell’indicatore volumetrico delle mani forti (linea blu) iniziato a fine agosto e continuato anche in questi ultimi mesi nonostante la vistosa divergenza con i prezzi del Future del FtseMib che lo scorso inizio dicembre sono riusciti a rivedere area 22800 e il Ftse All-Share addirittura i 24500 punti.

Nel nuovo anno l’indicatore volumetrico torna a rivedere i livelli di fine 2014 con i prezzi che riescono a rimanere ancora distanti dai minimi dello stesso periodo, beneficiando dell’ottima performance totale che nonostante il passo falso delle ultime settimane ha fatto chiudere il nostro listino sul tetto d’Europa con una performance a doppia cifra (+15,8%) e come terzo migliore mercato azionario del mondo, dietro solamente ad Argentina (+38,5%) e Russia (+24,6%).

 

ANALISI OPERATIVA

Così come nella antica tradizione contadina si guardava ai primi “giorni delle calende” del nuovo anno per prevedere con alta attendibilità l’andamento meteorologico dei successivi dodici mesi, negli Stati Uniti si guarda con attenzione all’andamento del mese di gennaio per misurare gli umori degli investitori per il resto dell’anno.

Anche se iniziato nel peggiore dei modi prima di trarre le prime letture ci sono ancora tre settimane che potrebbero migliorare la condizione generale di un Toro malato e dalla temperatura troppo surriscaldata, confidando nell’inizio dalla ripartenza del nuovo ciclo trimestrale che sarà molto importante seguire nelle successive settimane. Statisticamente, quando nell’ultimo anno del doppio mandato presidenziale, come quello di Obama, si è registrata una chiusura d’esercizio negativa per ben 14 volte su 16 anni. Se consideriamo che solamente negli anni ’40 non si sono registrati due anni consecutivi con chiusure piatte (l’S&P500 ha chiuso il 2015 a -0,7%), sembrano esserci tutti gli ingredienti esplosivi per un anno fortemente volatile e quanto assistito in questi ultimi giorni è solamente… un antipasto!

 

EUROSTOXX – Livelli operativi da monitorare (Future scadenza Marzo 2016)

Resistenze: 3310 – 3500 (ritorno della forza rialzista)

Supporti: 2980 – 2910 – 2770 (la rottura indicherebbe l’inizio del mercato Orso)

 

 

 

 

 

 

TAGS:
analisi, analisi tecnica, eurostoxx, trading, future, itforum2015, itforum2016
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. OK